sabato 9 aprile 2011

FERMARE IL NUCLEARE - 11 APRILE ORE 17,30 HOTEL ASTURA

Discutere di nucleare e di energie pulite a Nettuno e nei comuni vicini non è puro esercizio accademico.
Quasi cinquanta ani fa, nel 1962, entrava in funzione a Borgo Sabotino la prima centrale nucleare d’Italia, 12 km dal centro di Nettuno e meno di 3 km dal suo confine meridionale. 25 anni dopo la sua chiusura non si è ancora concluso il suo smantellamento, che richiederà almeno altri 19 anni. Nel frattempo migliaia di metri cubi di rifiuti radioattivi attendono da anni di essere conferiti in un non precisato Deposito Nazionale. Questa presenza oscura “nel nostro giardino”, quasi sempre dimenticata, torna prepotentemente a ricordarci tutta la sua potenziale distruttività in occasione delle catastrofi nucleari che si abbattono sul nostro pianeta, a dispetto di ogni tentativo di rassicuraci sulle capacità di gestire e contenere i pericoli dell’atomo.
Vogliamo parlare con i cittadini di scelte fatte sulla loro pelle, che hanno condizionato e condizioneranno per moltissimi anni diverse generazioni.

Il Partito Democratico ha sempre espresso con forza, anche in tempi non “sospetti”, la contrarietà al piano di ritorno al nucleare voluto dal governo Berlusconi. Lo ripetiamo da mesi e con motivazioni tutt`altro che ideologiche. Secondo il piano approssimativo del governo dovremmo importare una tecnologia vecchia e non ancora sperimentata, sopportare costi altissimi e per di più incerti, tempi lunghissimi di realizzazione degli impianti senza alcun piano certo di gestione delle scorie radioattive, neppure di quelle già esistenti nelle centrali non ancora smantellate.
Il ritorno al nucleare voluto dal governo è una scelta sbagliata che non ha il consenso dei cittadini e che tanto più va ripensata ora. La tragedia giapponese dimostra con chiarezza un fatto semplice e terribile: non è eliminabile il rischio di un incidente in una centrale nucleare. Neppure nel paese più attrezzato al mondo contro il rischio di terremoti e maremoti.
Certo, in Giappone è accaduto qualcosa di eccezionale, un terremoto e un maremoto di intensità fuori dall`ordinario. È poco probabile che accada un evento del genere. Così come è poco probabile che si verifichino incidenti di altro tipo in una centrale nucleare che rispetta tutte le norme di sicurezza. Poco probabile ma non impossibile. E quella scarsa probabilità va misurata con le conseguenze. I danni possono essere incalcolabili. Vasti territori contaminati per migliaia di anni, la salute degli abitanti e di un numero indefinito di generazioni future a rischio, malattie che si sviluppano negli anni e malformazioni nei nuovi nati. Questo è già accaduto. Sta a noi imparare la lezione, agire davvero secondo il principio di precauzione, ispirare i nostri comportamenti, le nostre politiche, le nostre attività economiche inclusa la produzione di energia alla necessaria umiltà nei confronti della natura e al rispetto dell`ambiente per noi e per le generazioni future.
Da Fukushima arriva una lezione per tutti. Per la Germania, per la Francia, per gli Stati Uniti. Solo in Italia il governo ha tentato per giorni di negare la realtà per poi dichiarare una moratoria di un anno rispetto al proprio piano nucleare. Parole mentre gli atti, come il decreto sui criteri per la localizzazione dei siti, stanno continuando il loro percorso. Opportunismo sulla pelle dei cittadini, un tentativo di distrarre dal referendum che non farà molta strada. Noi saremo città per città a sostenere le ragioni del sì per fermare il nucleare e di una idea per il futuro del nostro paese che è nell`economia verde e in un piano nazionale fondato sull`efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili.

Il 12 e il 13 giugno prossimi i cittadini avranno la possibilità di decidere con il referendum su tre questioni importanti che riguardano la vita e il futuro di ognuno di noi. Per noi del Partito democratico la scelta è chiara: un sì contro il nucleare, e insieme, un sì contro il legittimo impedimento, un sì per l`acqua pubblica e contro la privatizzazione forzata imposta dal governo Berlusconi e una nostra proposta di legge per il governo pubblico del servizio idrico integrato.

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