mercoledì 19 marzo 2008

Speciale Elezioni 2008

Elezione della Camera dei deputati 13-14 aprile 2008

Si vota come nel 2006

Dopo dodici anni di maggioritario (1994-2006) nelle elezioni del 2006 è stata adottata una legge elettorale sostanzialmente proporzionale. È la stessa che sarà in vigore per le elezioni del 13 e 14 aprile prossimi. I partiti potranno presentare in ogni circoscrizione una lista di candidati pari al numero dei deputati da eleggere. Un candidato potrà essere presentato anche in tutte le circoscrizioni. Con il voto l’elettore potrà scegliere una delle liste, ma non potrà esprimere nessuna preferenza per i candidati. Ovviamente saranno favoriti i primi candidati di ogni lista. Alle liste sarà assegnato un numero di seggi proporzionale al numero di voti ottenuti. Tuttavia alla lista (o alla coalizione di liste) vincente andranno almeno 340 seggi, pari al 55% di 617 deputati della Camera, che in totale ne conta 630. La legge in realtà è parecchio più complessa, nel resto di questa scheda saranno fornite alcune informazioni più dettagliate.

I deputati per ogni circoscrizione

I deputati sono seicentotrenta. Seicentodiciotto sono eletti in Italia in ventisette circoscrizioni, mentre i restanti dodici sono eletti nella circoscrizione Estero.
Le circoscrizioni italiane coincidono, per lo più, con una regione. Le regioni più popolose (Piemonte, Veneto, Lazio, Campania e Sicilia) sono divise in due circoscrizioni e la sola Lombardia in tre.
Ad ogni circoscrizione spetta un numero di deputati proporzionale alla popolazione residente sulla base dell’ultimo censimento (quello del 2001).
In sostanza per sapere quanti deputati spettano ad una circoscrizione bisogna prima dividere la popolazione italiana per 617. Poi si divide la popolazione della circoscrizione per il quoziente ottenuto in precedenza.
Più in particolare: Piemonte I: 24, Piemonte II: 22, Lombardia I: 40, Lombardia II: 43 (province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Sondrio, Varese), Lombardia III: 15, Trentino-Alto Adige 10, Veneto I: 29, Veneto II: 20, Friuli-Venezia Giulia 13, Liguria 17, Emilia Romagna 43, Toscana 38, Umbria 9, Marche 16, Lazio I: 40, Lazio II: 15, Abruzzo 14, Molise 3, Campania I: 33, Campania II: 29, Puglia 44, Basilicata 6, Calabria 22, Sicilia I: 26, Sicilia II: 28, Sardegna 18.
Alla circoscrizione della Valle d’Aosta spetta un solo deputato eletto con il sistema maggioritario.
La circoscrizione Estero si divide in quattro ripartizioni. A ciascuna spetta un deputato. Gli altri otto deputati sono assegnati alle ripartizioni in modo proporzionale al numero di italiani che vi risiedono: Europa (compresi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia) 6, America meridionale 3, America settentrionale e centrale 2, Africa Asia Oceania e Antartide 1.

Come si elegge la Camera dei deputati

La legge è molto complessa. Qui viene presentata in una versione semplificata.
I deputati da eleggere sono 630. Anzitutto va segnalato che in Valle d’Aosta è eletto un solo deputato con il sistema maggioritario. Tolti anche i dodici deputati eletti nella circoscrizione Estero, sono 617 i deputati che devono essere eletti in Italia con il sistema proporzionale.
Si vota tracciando un unico segno all’interno di uno dei rettangoli (vedi facsimile). In questo modo viene dato il voto sia alla singola lista sia alla coalizione alla quale la lista appartiene.
Non è possibile esprimere nessuna preferenza per i candidati della lista prescelta.
Per assegnare i seggi si procede nel modo che segue. Si calcola a livello nazionale quanti voti ha ottenuto ciascuna delle coalizioni, ciascuna delle liste che compongono le coalizioni e ciascuna delle liste non coalizzate.
Partecipano all’assegnazione dei seggi solo le coalizioni che abbiano ottenuto almeno il 10% dei voti validi e che abbiano al loro interno almeno una lista che abbia ottenuto almeno il 2% dei voti.
Possono ottenere seggi anche le liste non coalizzate che abbiano conseguito almeno il 4% dei voti.
A questo punto si divide il totale dei voti ottenuti dalle coalizioni e dalle liste non coalizzate per 617 e si ottiene così il quoziente nazionale.
Si dividono poi i voti ottenuti da ogni coalizione e da ogni lista non coalizzata per il quoziente nazionale. Il risultato della divisione è il numero di seggi spettanti a ciascuna coalizione e a ciascuna lista non coalizzata.
A questo punto bisogna verificare se alla coalizione di liste, oppure alla singola lista, che ha ottenuto la maggioranza relativa dei voti (anche un solo voto in più) sono andati almeno 340 dei 617 seggi, vale a dire almeno il 55%.
Nel caso che questo non sia avvenuto bisogna assegnare alla coalizione di liste, oppure alla singola lista, vincente il numero di seggi necessari per arrivare a 340.
I restanti 277 seggi vengono assegnati alle altre coalizioni e alle liste non coalizzate secondo il sistema proporzionale.
I seggi all’interno di ogni coalizione sono assegnati, sempre con il sistema proporzionale, solo alle liste che hanno ottenuto almeno il 2% dei voti.

La scheda elettorale

Nella scheda ci sono rettangoli disposti su quattro righe. Ogni rettangolo porta al centro una circonferenza di tre centimetri che nel facsimile è contraddistinta da un numero progressivo, mentre nella scheda vera e propria ci saranno i simboli delle liste.
Nella prima e terza riga e, in parte, anche nella seconda, i rettangoli sono a loro volta contenuti in un rettangolo più grande. Questo sta ad indicare che i rettangoli dall’1 al 9 appartengono ad una coalizione di liste, i rettangoli 10 e 11 ad un’altra coalizione, e i rettangoli dal 14 al 23 ad una terza coalizione.
I rettangoli 12, 13 e 24 sono invece quelli di liste che si presentano da sole, cioè senza aderire a nessuna coalizione. Per farlo capire all’elettore questi rettangoli sono separati fra di loro e rispetto a quelli delle coalizioni.
La sequenza dei rettangoli (cioè delle liste) è decisa per sorteggio. Anzitutto si sorteggia la sequenza fra le coalizioni e liste non coalizzate. Nel caso del facsimile l’ordine è: prima coalizione, seconda coalizione, lista 12, lista 13, terza coalizione, lista 24.
Da ultimo viene sorteggiata anche la sequenza delle liste all’interno delle coalizioni: lista 1, 2, 3... e così via.

Votano anche gli italiani all’estero

In seguito ad una modifica della Costituzione approvata nel 2000, gli italiani residenti all’estero eleggono, votando per corrispondenza, dodici deputati e sei senatori. Com’è già avvenuto per la prima volta nel 2006.
Il diritto al voto per corrispondenza si estende anche al referendum abrogativo (nel 2003 e nel 2005) e a quello costituzionale (nel 2006).
Il diritto di voto per corrispondenza spetta agli italiani che stabilmente risiedono all’estero. Nel 2006 erano 3.520.209. Sono esclusi coloro che sono all’estero solo per brevi periodi, come gli studenti di Afs Intercultura e quelli di Erasmus.
Tutti costoro riceveranno per posta un plico contente la scheda elettorale, le indicazioni delle modalità del voto e le liste dei candidati.
Le schede compilate dovranno essere rispedite per posta al proprio consolato entro il 3 aprile. Da qui saranno inoltrate in Italia per essere scrutinate insieme alle schede di tutti gli italiani.
Per eleggere i dodici deputati assegnati alla circoscrizione Estero si adotta un sistema elettorale strettamente proporzionale. Quindi senza premio di maggioranza, come invece avviene per i deputati eletti in Italia.

Votano a casa loro

Un decreto legge del gennaio 2006 ha stabilito che: “Gli elettori affetti da gravi infermità, tali da impedirne l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano, che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali sono ammessi al voto nella predetta dimora.” Le nuove regole che consentono il voto agli elettori intrasportabili presso la propria dimora sono valide solo per le elezioni della Camera dei deputati, del Senato della Repubblica, dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia e delle consultazioni referendarie disciplinate da normativa statale. Questa normativa, a certe condizioni, vale anche per le elezioni amministrative.

Il seggio elettorale

Già dalle elezioni del 2006 gli scrutatori che compongono il seggio elettorale non sono più estratti a sorte, ma nominati dalla Commissione elettorale comunale che li sceglie tra i nominativi compresi nell’albo degli scrutatori. La nomina deve avvenire all’unanimità. In caso contrario ogni membro della Commissione vota per dei nominativi e sono eletti quelli che ottengono più voti. In caso di parità vince il più anziano in età.

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